I Migliori Escort Gay in Italia  

Escort gay: i professionisti del sesso si raccontano

escort gay seduto con gambe incrociateCosa significa lavorare come escort gay? Lo abbiamo chiesto ad Adrian, ex personal trainer professionista e ora accompagnatore per soli uomini. Adrian vive a Roma, ma non è stato semplice organizzare un’intervista con lui; la sua professione di escort gay lo porta spesso a viaggiare per l’Italia e, a volte, anche per il mondo.

Grinderboy: Adrian raccontaci la tua giornata tipo, cosa fa un escort boy?

Adrian: Suppongo niente di troppo diverso da quello che fanno tanti altri ragazzi gay o etero. Come ex personal trainer ho un vero e proprio culto per il mio corpo. Ogni mia giornata inizia la mattina presto con 50 minuti di yoga e una sessione di allenamento in palestra. Più che una regola è una vera necessità. L’attività fisica mi scarica da una parte e dall’altra mi rigenera, non potrei mai farne a meno. Finito di occuparmi del mio fisico, apro l’ufficio – ride divertito – e si comincia!

Grinderboy: Ufficio? Il tuo non è certo il classico lavoro da impiegato

Adrian: Certo che no! Accendere il cellulare o il computer (dipende se sono a casa o fuori) significa iniziare a lavorare. Ho una stretta cerchia di clienti affezionati che si prenotano le ore da escort, dunque devo pianificare gli appuntamenti ed i vari viaggi di lavoro che ne conseguono.

Grinderboy: Sì viaggi tanto, è stato un inferno prendere un appuntamento con te per fare questa chiacchierata.

Adrian: E’ l’aspetto che più amo della professione di escort per gay. Mi spingo a dire che è stato forse il motivo principale per cui ho lasciato il lavoro in palestra. Amo essere in movimento, sempre attivo e non nego che anche il fatto di sentirmi desiderato mi eccita e mi diverte molto! Sono riuscito ad allargare il mio giro di parecchio, chi cerca escort gay Milano, escort gay Torino o Verona, sappia che arrivo io! No dai, scherzo,  voglio solo dire che sono ben disposto a muovermi.

Grinderboy: Raccontaci come è nata la decisione di diventare un ragazzo escort

Adrian: In palestra veniva da me un ragazzo che faceva l’accompagnatore per uomini. Si chiamava Gregory, era sempre molto curato, decisamente bello, insomma, mi incuriosiva e sai com’è, io di fronte ad un bel maschio non resisto. Abbiamo fatto sesso in palestra, negli spogliatoi verso l’ora di chiusura.. ma questo non c’entra con la tua domanda….

Grinderboy: No no racconta pure, ci piace la tua storia!

Adrian: Insomma, per farla breve siamo diventati ‘scopa amici’, si dice così no? Lui mi ha rivelato subito di essere un escort per gay. La nostra frequentazione ora è finita, lui vive in America, e io ho raccolto la sua eredità, diciamo così!

Grinderboy: In che senso?

Adrian: Avevo voglia di provare la professione di escort gay, così dopo un breve training, Gregory mi ha presentato ai suoi clienti. E’ stato subito fantastico! Sembro nato per fare questo lavoro, mi viene naturale. Sarà perché amo il sesso (e anche i soldi), ma non c’è stato un giorno che non mi sia pentito di aver abbandonato il lavoro da personal trainer.

Grinderboy: Un messaggio per chi ci legge?

Adrian: Se sei un escort sii fiero del tuo lavoro e svolgilo con coscienza, io ad esempio non farei mai e poi mai bareback. Se invece stai cercando un escort boy, mi spiace mai per almeno due mesi sarò fuori dal giro!

Grinderboy: E ce lo dici così???

Adrian: Un mio cliente mi ospita per circa due mesi nella sua casa di Marrakech… come faccio a dire di no?!?!?!?

escort gay steso sul divano

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